Credenziali d'accesso

Username
Password

La tecnologia nella vita e nello sport

Come può aiutarci

Sempre più cittadini del mondo utilizzano smartphones, tablets, pc, wearable devices e tutto ciò che la tecnologia oggi ci può offrire. Si passano numerose ore davanti a questi strumenti per motivi di lavoro, personali o sport.







Lo strumento di gran lunga più utilizzato, con il quale spendiamo, spesso sprechiamo, il nostro tempo, è lo smartphone. Le statistiche ci dicono che lo prendiamo in mano in media tra le 150 e le 200 volte al giorno. Spendiamo in media (18/34 anni) 2 ore e mezza al giorno utilizzandolo, dato che quasi raddoppia negli adolescenti e nei liberi professionisti/managers.
Il dato preoccupante è che nel 68% dei casi è un utilizzo inconsapevole, non conscio del motivo reale dell’utilizzo in quel momento, che poi troviamo irrimediabilmente con i milioni di scroll possibili online.
Perché? Vi chiederete. Beh benvenuti in quel 68% allora! La causa principale sono le chat e i social networks che con la loro struttura portano ad una forte dipendenza simile a quella da fumo o alcool. O forse perché sembra che ad oggi una relazione su 3 nasca online.







Da qualche anno a questa parte, si è assunto un acronimo inglese per definire questa condizione: FOMO (Fear of Missing Out), ovvero “paura di essere esclusi”. Si tratta di un disturbo che porta a conseguenze come ansia, depressione e stress quando si è impossibilitati a controllare con frequenza lo schermo dei propri device, sia per rimanere aggiornati su ciò che succede nel mondo che per per informarsi sulle esistenze dei propri contatti.







In commercio cominciano ad apparire apps in grado di ‘educare’ l’utente ad un utilizzo più oculato del telefono, grazie ad un conteggio delle ore/minuti spesi in ogni singola operazione/app. Se inizialmente questi metodi potevano sembrare eccessivi, ad oggi sono ampiamente utilizzati da aziende e top managers non per ridurre la dipendenza, ma udite udite, per migliorare il rendimento.
E’ scientificamente provato infatti che staccare qualche minuto la spina dal lavoro durante la giornata (ma non con telefonate/chat ecc…), spegnere il telefono o smettere di leggere mail da una certa ora in poi alla sera, aumenta di oltre il 50% l’attenzione, il problem solving, la capacità di gestire più cose insieme, nelle ore/minuti in cui invece siamo pienamente immersi nel lavoro. Questi studi riportano gli stessi numeri per gli studenti e gli sportivi.
Inutile spesso continuare a leggere e rileggere decine di pagine con scarsa attenzione, meglio una dormita o una serata in compagnia e l’esame andrà meglio; inutile continuare la seduta di allenamento in condizioni di forte disagio o demotivazione o stanchezza, meglio riposare, integrare e ritrovare la motivazione.







Ma perché vi sto parlando di tutto ciò? Non di certo per distogliervi dalle vostre passioni tecnologiche preferite o per giudicare (io per primo ne abuso), bensì perché da trainer sono spesso tenuto a insegnare il miglior utilizzo della migliore tecnologia in circolazione per analizzare, registrare, monitorare parametri vitali/sportivi, ma allo stesso tempo sono tenuto ad insegnare a raggiungere la massima performance in diversi ambiti, e se anche lo staccar saltuariamente la spina potesse aiutare, lo considero uno strumento al pari degli. L’attività fisica o la meditazione risultano essere la migliore soluzione per abbattere i livelli di stress purchè fatte con consapevolezza: ecco che lo sportivo professionista riceverà le ultimissime nozioni per sfruttare i migliori strumenti, ma al tempo stesso imparerà a gestirsi o ascoltarsi in caso di voluta o meno mancanza di tecnologia; ecco che in ambito aziendale a dipendenti già seduti con pc/smartphone tutto il giorno propongo percorsi di stress management, minfullness, yoga o addirittura allenamenti ad alta intensità.







Alcune soluzioni
Ma allora dove sta la giusta via di mezzo? Oltre ad un ‘consumo’ personale controllato quali possono essere le strategie per migliorare la performance di ciò che riteniamo davvero fondamentale?


- Resisti alle notifiche: salvo emergenze, sbloccare continuamente il telefono per vedere una sola notifica alla volta frammenta la nostra attenzione e ci costringerà a interrompere ciò che stiamo facendo. Rispondendo a più messaggi nella stesso momento, dedicato,  saremo più precisi e allo stesso tempo educheremo gli altri a non dover ottenere per forza una risposta in 5 secondi
- Compra una sveglia vecchio stile e dormi lontano dal telefono, oppure se non ti da fastidio imposta una sveglia sul wearable device: la qualità del sonno migliorerà sensibilmente e anche il livello di stress
- Calcola il tuo tempo online: grazie ad una app di cui sopra, quindi prova a porti dei limiti di operatività compatibili con il tuo lavoro es ‘si leggono mail solo fino alle 18.30 e dalle 9.00’ 
- Non utilizzare il telefono in compagnia di figli/partners: anche qui salvo necessità, per una questione educativa in primis. Come possiamo pretendere che i giovani migliorino la loro attenzione e i rapporti umani se vedono noi per primi ore a fissare uno schermo? In secondo luogo per trovare o ritrovare quel dialogo intimo che si è perso e quella soddisfazione derivante dalle attività più semplici e manuali.
- Privilegia tecnologie che assolvono il loro compito ma non obbligano ad un continuo controllo: tipico esempio i wearable devices, che in futuro, come abbiamo visto in un precedente articolo, hanno tutte le carte in regola per soppiantare le altre tecnologie. Nelle statistiche sembrano essere tra gli strumenti tecnologici più utili ma al tempo stesso meno ‘toccati’, poiché forniscono un report su una app o sullo schermo che si può guardare tranquillamente una sola volta al giorno, o che danno allarmi al rilevamento di target o limiti impostati dall’utente, senza continuo controllo.
- Se sei uno sportivo, concediti sedute di recupero senza monitoraggio
- Ultima e più importante, pratica attività fisica: di qualsiasi tipo, di qualsiasi durata, adattata alle tue specifiche esigenze, ma fallo; non c’è miglior modo per riconnettere la tua mente al tuo corpo anziché allo stress da risposta, da approvazione, da likes; non c’è miglior modo per ritrovare un assetto ormonale positivo e ottimale per avere una autostima, performance lavorativa e sociale migliori.


Ora si, potete tornare ad allenarvi coi mille sensori che vi ho consigliato, a connettervi per chiudere un contratto nell’altro emisfero, a guardare la vostra nuova compatibilità su tinder, o a guardare la ricetta ‘lasagne veloci in 5 minuti’ per stupire vostra suocera. Lo farete sicuramente meglio!


Federico Frulloni


Ultimi articoli
`
Tendenze, novità e strategie vincenti
Scenari futuri in ambito corporate wellness e salute
Come funziona e consigli pratici
Facciamo chiarezza
Preparazione atletica di gruppo
Lifestyle - Allenamento - Alimentazione
Una fotografia con le possibili soluzioni
Assicurati il tuo posto con FFTraining per la prossima stagione
Scarica le app
Sports
Home Chi siamo Partners Sports Contatti Allenati

La tecnologia nella vita e nello sport

Come può aiutarci
Iscriviti adesso!
E allenati con FFTRAINING!
Sempre più cittadini del mondo utilizzano smartphones, tablets, pc, wearable devices e tutto ciò che la tecnologia oggi ci può offrire. Si passano numerose ore davanti a questi strumenti per motivi di lavoro, personali o sport.







Lo strumento di gran lunga più utilizzato, con il quale spendiamo, spesso sprechiamo, il nostro tempo, è lo smartphone. Le statistiche ci dicono che lo prendiamo in mano in media tra le 150 e le 200 volte al giorno. Spendiamo in media (18/34 anni) 2 ore e mezza al giorno utilizzandolo, dato che quasi raddoppia negli adolescenti e nei liberi professionisti/managers.
Il dato preoccupante è che nel 68% dei casi è un utilizzo inconsapevole, non conscio del motivo reale dell’utilizzo in quel momento, che poi troviamo irrimediabilmente con i milioni di scroll possibili online.
Perché? Vi chiederete. Beh benvenuti in quel 68% allora! La causa principale sono le chat e i social networks che con la loro struttura portano ad una forte dipendenza simile a quella da fumo o alcool. O forse perché sembra che ad oggi una relazione su 3 nasca online.







Da qualche anno a questa parte, si è assunto un acronimo inglese per definire questa condizione: FOMO (Fear of Missing Out), ovvero “paura di essere esclusi”. Si tratta di un disturbo che porta a conseguenze come ansia, depressione e stress quando si è impossibilitati a controllare con frequenza lo schermo dei propri device, sia per rimanere aggiornati su ciò che succede nel mondo che per per informarsi sulle esistenze dei propri contatti.







In commercio cominciano ad apparire apps in grado di ‘educare’ l’utente ad un utilizzo più oculato del telefono, grazie ad un conteggio delle ore/minuti spesi in ogni singola operazione/app. Se inizialmente questi metodi potevano sembrare eccessivi, ad oggi sono ampiamente utilizzati da aziende e top managers non per ridurre la dipendenza, ma udite udite, per migliorare il rendimento.
E’ scientificamente provato infatti che staccare qualche minuto la spina dal lavoro durante la giornata (ma non con telefonate/chat ecc…), spegnere il telefono o smettere di leggere mail da una certa ora in poi alla sera, aumenta di oltre il 50% l’attenzione, il problem solving, la capacità di gestire più cose insieme, nelle ore/minuti in cui invece siamo pienamente immersi nel lavoro. Questi studi riportano gli stessi numeri per gli studenti e gli sportivi.
Inutile spesso continuare a leggere e rileggere decine di pagine con scarsa attenzione, meglio una dormita o una serata in compagnia e l’esame andrà meglio; inutile continuare la seduta di allenamento in condizioni di forte disagio o demotivazione o stanchezza, meglio riposare, integrare e ritrovare la motivazione.







Ma perché vi sto parlando di tutto ciò? Non di certo per distogliervi dalle vostre passioni tecnologiche preferite o per giudicare (io per primo ne abuso), bensì perché da trainer sono spesso tenuto a insegnare il miglior utilizzo della migliore tecnologia in circolazione per analizzare, registrare, monitorare parametri vitali/sportivi, ma allo stesso tempo sono tenuto ad insegnare a raggiungere la massima performance in diversi ambiti, e se anche lo staccar saltuariamente la spina potesse aiutare, lo considero uno strumento al pari degli. L’attività fisica o la meditazione risultano essere la migliore soluzione per abbattere i livelli di stress purchè fatte con consapevolezza: ecco che lo sportivo professionista riceverà le ultimissime nozioni per sfruttare i migliori strumenti, ma al tempo stesso imparerà a gestirsi o ascoltarsi in caso di voluta o meno mancanza di tecnologia; ecco che in ambito aziendale a dipendenti già seduti con pc/smartphone tutto il giorno propongo percorsi di stress management, minfullness, yoga o addirittura allenamenti ad alta intensità.







Alcune soluzioni
Ma allora dove sta la giusta via di mezzo? Oltre ad un ‘consumo’ personale controllato quali possono essere le strategie per migliorare la performance di ciò che riteniamo davvero fondamentale?


- Resisti alle notifiche: salvo emergenze, sbloccare continuamente il telefono per vedere una sola notifica alla volta frammenta la nostra attenzione e ci costringerà a interrompere ciò che stiamo facendo. Rispondendo a più messaggi nella stesso momento, dedicato,  saremo più precisi e allo stesso tempo educheremo gli altri a non dover ottenere per forza una risposta in 5 secondi
- Compra una sveglia vecchio stile e dormi lontano dal telefono, oppure se non ti da fastidio imposta una sveglia sul wearable device: la qualità del sonno migliorerà sensibilmente e anche il livello di stress
- Calcola il tuo tempo online: grazie ad una app di cui sopra, quindi prova a porti dei limiti di operatività compatibili con il tuo lavoro es ‘si leggono mail solo fino alle 18.30 e dalle 9.00’ 
- Non utilizzare il telefono in compagnia di figli/partners: anche qui salvo necessità, per una questione educativa in primis. Come possiamo pretendere che i giovani migliorino la loro attenzione e i rapporti umani se vedono noi per primi ore a fissare uno schermo? In secondo luogo per trovare o ritrovare quel dialogo intimo che si è perso e quella soddisfazione derivante dalle attività più semplici e manuali.
- Privilegia tecnologie che assolvono il loro compito ma non obbligano ad un continuo controllo: tipico esempio i wearable devices, che in futuro, come abbiamo visto in un precedente articolo, hanno tutte le carte in regola per soppiantare le altre tecnologie. Nelle statistiche sembrano essere tra gli strumenti tecnologici più utili ma al tempo stesso meno ‘toccati’, poiché forniscono un report su una app o sullo schermo che si può guardare tranquillamente una sola volta al giorno, o che danno allarmi al rilevamento di target o limiti impostati dall’utente, senza continuo controllo.
- Se sei uno sportivo, concediti sedute di recupero senza monitoraggio
- Ultima e più importante, pratica attività fisica: di qualsiasi tipo, di qualsiasi durata, adattata alle tue specifiche esigenze, ma fallo; non c’è miglior modo per riconnettere la tua mente al tuo corpo anziché allo stress da risposta, da approvazione, da likes; non c’è miglior modo per ritrovare un assetto ormonale positivo e ottimale per avere una autostima, performance lavorativa e sociale migliori.


Ora si, potete tornare ad allenarvi coi mille sensori che vi ho consigliato, a connettervi per chiudere un contratto nell’altro emisfero, a guardare la vostra nuova compatibilità su tinder, o a guardare la ricetta ‘lasagne veloci in 5 minuti’ per stupire vostra suocera. Lo farete sicuramente meglio!


Federico Frulloni


Federico Frulloni
(07/10/2019)
Iscriviti adesso!
E allenati con FFTRAINING!

FITNESS con FFTraining

Acquista o esegui una scheda dello store

Formule PERSONALIZZATE

Contattaci per conoscere le nostre formule personalizzate, organizzate in diversi livelli e adatte a tutti gli sportivi. Lasciati seguire dai nostri professionisti e perfeziona la tua preparazione direttamente nelle nostre palestre!